giovedì 31 maggio 2012

Lettera di un’aquilana alle terremotate emiliane




Ciao donne emiliane, la terra trema, le certezze crollano insieme ai muri, ai capannoni, insieme agli uomini, alle donne, con loro crollano i ricordi, gli amori, i progetti.



Vorresti gridare ma non hai voce e poi se gridi i muri rimangono crollati, le persone sotto le macerie, i sogni frantumati. Eppure lo vorresti un abbraccio che ti dica ci sono qui per aiutarti…

Eppure vorresti ritrovare anche quella forza che sempre ti ha tirato fuori dalle situazioni più difficili, quella forza che ogni volta pensavi di non avere.
Un terremoto si sa può accadere, se ne parla e le scosse che hanno accompagnato quella più devestante ce ne hanno fatto sentire l’odore.
Che odore ha un terremoto… L’odore della terra, quella terra amata, lavorata, faticata, sudata, l’odore della solitudine all’improvviso, di quella solitudine che improvvisamente ti fa sentire il vuoto intorno. L’odore della morte e della vita si mescolano insieme e l’odore potente della rabbia. Rabbia per chi non ce l’ha fatta. I morti di una famiglia sono i morti di tutti. Si piange insieme, si è sconvolti insieme… Ci si arrabbia insieme…
Intanto sul quello che provi e che conosci solo tu ci scrivono fiumi di parole, fiumi di dibattiti, e tu dici: “Quante parole vuote, queste cose le “sente” chi le prova”. Promesse che non saranno mantenute e lo sai… Lo sai perché questo non è il primo terremoto della tua vita. Che ne sanno cosa hai lasciato sotto le macerie. Abbandoni, dolori, rifiuti, ma anche amori travolgenti, viaggi, tutto quello da cui ti sei rialzata e che conosci anche tu.
Già… ognuno sa quanti terremoti hanno devastato la propria vita… Ognuno lo sa…
In fondo, donne emiliane, che importa se a conoscere queste verità interiori siete solo voi, siamo solo noi donne. Alla fine lo sappiamo che ci rialzeremo e scrollandoci la polvere ed asciugandoci le lacrime con il braccio, andremo di nuovo avanti. E voi donne emiliane, lo farete come lo abbiamo fatto noi. E continuiamo a farlo, donne forti le donne emiliane, coraggiose, tenaci… Altri si riempiono di parole la bocca e voi farete, agirete, superete… Come in fondo una donna vera fa sempre. Sempre.
So che non mollerete, voi avete aiutato noi, noi aiuteremo voi, ed impareremo da voi. E molti impareranno da voi come ci si rialza da un terremoto, da lutti atroci che non ci sarebbero dovuti essere.
Ma quanti lutti una donna sopporta nella vita e mai si veste di nero, ma mette il suo vestito di sempre quello di una guerriera della vita. Ciao donne emiliane. Coraggio. Vi voglio bene una ad una

Tratto da 

domenica 27 maggio 2012

Un pranzo tra amiche.


Deve essere un sacco che circola tra web e social ma quando l'ho letto ho pensato a noi mie care amiche.


"Un gruppo di amiche quarantenni pensa a dove incontrarsi  per il pranzo decennale.
Infine viene concordato di andare all’Ocean View Restaurant, perché i camerieri sono belli.

Dieci anni dopo, all' età di 50 anni, ancora una volta le amiche vagliano dove incontrarsi per il pranzo.
Infine concordano che si vedranno al ristorante Ocean View perché il cibo e’ buono e la selezione dei vini eccellente.

Dieci anni dopo, all'età di 60 anni, le amiche nuovamente esaminano dove riunirsi per il pranzo e alla fine concordano per il ristorante Ocean View, perché e’ un posto tranquillo con una bellissima vista sul mare.

Dieci anni dopo, all'età di 70 anni, le amiche discutono su dove fare il loro pranzetto decennale e la scelta cade sull’Ocean View perché il ristorante è accessibile ai disabili e ha l’ascensore.

Dieci anni dopo, all'età di 80 anni, le amiche devono scegliere dove incontrarsi per il pranzo. Infine decidono all'unanimità di trovarsi all’Ocean View Restaurant, perché non ci sono mai state prima."

sabato 28 aprile 2012

(S)Comparire.

Una compagna di classe vanta lo stesso assetto familiare poco ordinario di Hulko ma opposto, vive col babbo. Sono ormai anni che condividiamo lo stesso percorso, feste di compleanno, riunioni di classe, pellegrinaggi per Halloween, sfilate di Carnevale e via discorrendo. Mi sono ritrovata spesso a pensare che per un uomo dev'essere difficile crescere una bambina. Lui probabilmente penserà lo stesso di me. Visti da lontano sembriamo una famiglia unica invece di due.
Da vicino ci spalleggiamo, all'occorrenza.
Oggi avevamo le prove generali del Battesimo propedeutico alla Prima Comunione ormai prossima. Avevo ritenuto di poter esonerare gli zii dal presenziarle ma giunti a destinazione ho accusato il colpo, le altre tre battezzande erano ben provviste, la suddetta con papà e nonni, l'ospite proveniente da altra parrocchia con genitori, zia e catechista, l'ultima seppur in ritardo addirittura con sorellina neonata al seguito. Insomma Hulko cominciava a vacillare. Quando il Don ha convocato madrine alla destra e padrini alla sinistra mi sono subito offerta per la simulazione e il papà diversamente libero ha fatto altrettanto, spontaneamente, solo per colmare l'assenza. Equilibrio ristabilito, almeno per oggi. Almeno per Hulko.

mercoledì 25 aprile 2012

Rinuncio al titolo.


Non ho più voglia di occuparmi degli altri.

La mia ultima forse unica relazione di lunga durata, temporale non affettiva, rientra a tutti gli effetti nel vintage eppure se passo gli incontri, le telefonate, le chat e le cene degli ultimi anni fra le maglie del setaccio non resta che una manciata di uomini bisognosi. Di compagnia. Di affetto. Di passione. Di trasgressione. Di colmare vuoti differenti. Uomini pronti ad attingere e mai a dare, neanche quando avrebbero potuto solo restituire.
Ognuno di loro è stato ascoltato e sostenuto, appagato nell'ego.

Quello del "Sono stata bene con te." che ha trattenuto il respiro per paura che potessi chiedere un impegno prolungato nel tempo, da intendersi anche solo per un secondo appuntamento.

Quello del "Sei affascinante anche con qualche anno in più." che non ha ritenuto potessi averne bisogno anch'io.

Quello del "Sei giovane ma è stato bello lo stesso." sia mai che restasse segnato.

Quello che mi ha detto "Ti avessi conosciuta prima mi sarei innamorato." che contava probabilmente di potersi riscattare post reincarnazione.

Quello del "Ti ho ferita in passato, non ci parliamo da un anno ma ti mando per mail gli ultimi aggiornamenti personali perché non possono che interessarti." fa nulla non chiedesse di me.

Quello che mi ha salutata dopo il primo incontro con un "Meriti di più."

Quello metà uomo e metà avatar, convinto di dover rispondere delle proprie scelte al solo Morpheus.
« Matrix è ovunque. (...) È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. »

Non ho più tempo per loro.
Non ho più voglia di fare la brava ragazza.

venerdì 13 aprile 2012

Se ti abbraccio non aver paura.






IL LIBRO
Se ti abbraccio non aver paura
Ervas racconta l’avventura del trevigiano Franco Antonello e il lungo viaggio con il figlio autistico Andrea da Miami alle coste brasiliane

Pubblichiamo un brano del libro «Se ti abbraccio non aver paura » (Marcos Y Marcos editore, 320 pagine, 17 euro) dello scrittore trevigiano Fulvio Ervas, che uscirà giovedì 12 aprile. Il romanzo narra il viaggio lungo tre mesi, in moto e in auto di Franco Antonello e di suo figlio Andrea (entrambi di Castelfranco Veneto), attraverso Stati Uniti e Sud America, fino all’Amazzonia. Un padre che cerca di fare qualcosa di importante per suo figlio, autistico. Il romanzo ancora prima di uscire è già un caso editoriale, i protagonisti sono contesi tra trasmissioni tivù e interviste.

Mi concedo un caffè nella piazzetta di Arraial, un caffè da solo. Mi chiedo se Andrea potrà fare l’amore con una ragazza, scoprire la sua sessualità e conviverci come una fonte di appagamento, se non di felicità. Nessuno distribuisce una mappa per evitare le sciocchezze. Dicono che ai ragazzi autistici il sesso non interessa molto, dicono che sarebbe un rapporto troppo intimo con l’altro. Bravi, avranno ricevuto una lettera da quel mondo che diceva: a noi il corpo e il sesso non interessano, a noi piacciono i numeri primi, le pitture astratte e raddrizzare stuzzicadenti. Io non ho verità ma mi basta guardare Andrea per capire che prova impulsi e desideri. Quando ci troviamo nel bel mezzo di questi argomenti, gli si stampa in faccia un sorriso che non va più via. Passo il pomeriggio con lui. Setaccio ogni suo più piccolo movimento. Non sembra in tensione, ha avuto giorni più burrascosi. Ha ascoltato un po’ di musica dal suo ipod, poi ha vagato attorno alla casa, scrutando dettagli con il microscopio della sua mente. Ripesco tra le mie cose il suo ultimo biglietto.

MA SEI PIU’ FELICE O TRISTE? «Felice» 
NON SEI TRISTE PER TUTTO QUELLO CHE L’AUTISMO TI IMPEDISCE DI FARE? «Mondo parallelo è autismo devo imparare da terrestri» 
E TU… NON SEI UN TERRESTRE? «Terrestre imparo diventare».

Lo sbriciolo, lo rendo minutissimo. Lasciamo Andrea e Angelica su una panchina della piazza. Io e Odisseu camminiamo per Arraial, come se fossimo in uno di quei paesini della mia terra...(...) Ci rifugiamo dietro un muretto, appoggiamo il frigorifero e ci sediamo, proprio come due cretini. Lancio un’occhiata alla casa, cinquanta metri più avanti. Guardo le ciabatte di Odisseu e lui la mia espressione, temo gli sembri una miscela di preoccupazione e di speranza. La principessa bacerà il rospo e questi si trasformerà: che facili pensieri, e così apro la prima lattina di birra. Li vediamo arrivare. Andrea davanti, lei lieve e un po’ guardinga dietro. Poi lui si arresta, si gira, la cerca con lo sguardo, sfugge, lei gli sfiora una mano, avanza, gli fa strada. Nella casa di Joana s’accende una luce e i muri li nascondono come un sipario. Sorseggio la birra. Quasi non ne sento il sapore. «Sai Odisseu, con certe persone la vita si è confusa all’ultimo istante». «In che senso?». «Ha sbagliato una virgola, ha messo il punto dove non doveva esserci. Ha dimenticato un occhio, un orecchio, un po’ di cervello, una mano. Si è confusa, si è fermata un millimetro prima. Mancanze lievi, rispetto a tutti gli impegni che ha la vita». «Già». «Sai cosa sogno? ». «No». «Una tassa. Tutta la squadra dell’umanità si tassa per far fronte alle confusioni della vita. Non è una faccenda di soldimadi civiltà. Perché poteva toccare a chiunque, è una lotteria, solo che non dobbiamo condividere una vincita ma una perdita. La vincita chi l’ha avuta se la gode, è giusto, mentre la perdita dobbiamo portarla sulle spalle un po’ tutti ». «È un sogno». «Ma è un sogno irrealizzabile? ». «Non so» dice poi. «Non accadrà mai?» insisto. «E possiamo dirlo noi?». «Noi da soli… no». «Appunto».

Vediamo dei movimenti sulla veranda: Andrea e Angelica si siedono per qualche minuto, abbracciati. Rientrano. Dopo poco Andrea esce di corsa e viene verso di noi. Vorrei gridargli che non deve succedere qualcosa per forza, solo quello che vuole lui. Vorrei dirgli che è forte, lo penso davvero, vorrei dargli fiducia. Mormoro, appena, che gli voglio bene. Andrea passa davanti al muretto senza vederci, arriva qualche metro più in là, si gira, alza un braccio, sfiora la luna, ritorna. Angelica è rimasta sulla veranda, a osservare. Cristo Andre, che nottata ti aspetta… e che nottata ho davanti io. L’emozione che provo non so descriverla, altro che la mia prima volta! Una luce s’accende e poi si spegne. Più nulla. Allora, in un istante, dimentico tutto quello che ho studiato e un poco imparato sull’autismo (...) speri che il mondo corra, che la ricerca corra, che tutti gli scienziati delmondosi mettano di buona lena e immagini che, un bel giorno, la vita ti suoni al campanello e ti consegni una qualche soluzione. Ma qui, adesso, basta un po’ di silenzio, un po’ di illusione, perché il cuore trovi un battito di tregua. Appoggiamo la schiena contro il muretto, beviamo birra e cachaça senza ritegno. C’è un vento spettacolare. Buonanotte Andre. Stai viaggiando.

Fulvio Ervas
09 aprile 2012

FONTE






venerdì 23 marzo 2012

Siamo donne.

Forse è una questione di geni. Forse una tara. Forse solo un problema.
Mentre guidiamo, corriamo, balliamo ed è indifferente se stiamo facendo la spesa o l'amore, noi donne parliamo. E non cambiamo mai, neanche con l'età.

Il 31 Marzo torna L'Ora della Terra. (Eart Hour 2012)



L’Ora della Terra (Earth Hour) è il grande evento globale WWF per il clima che si terrà il prossimo 31 marzo dalle 20.30 alle 21.30 che prende spunto dal gesto simbolico di spegnere le luci di monumenti e luoghi simbolo per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. Un'iniziativa che nasce da un'idea, diventa simbolo e si trasforma in movimento che coinvolge sempre più cittadini, istituzioni e imprese a intraprendere azioni concrete per ridurre la propria impronta sul pianeta. Dopo la prima edizione 2007, la ‘ola’ di buio si è diffusa in ogni angolo del pianeta e nel 2011 è letteralmente esplosa, complice il tam-tam su web e social media. 

Ogni persona può produrre un cambiamento: Tu puoi fare il cambiamento perchè hai il potere di realizzarlo! 
Partita da un singolo Paese, l'Ora della Terra si è diffusa in pochissimo tempo in ogni angolo del mondo coinvolgendo circa 2 miliardi di persone, 5251 città e centinaia di imprese e organizzazioni in 135 Nazioni che si sono mobilitate spontaneamente per aderire a una causa che riguarda ognuno di noi. Ma siamo solo all'inizio: se si può fare questo, immagina cosa possiamo ottenere!

Aderisci a l'Ora della Terra e... Passaparola! Perché come ci ha scritto Manuela che ci ha fatto conoscere l'iniziativa: "Il futuro del Nostro Pianeta dipende anche da Te. Cambia Tu e ispira al cambiamento chi ti è vicino!"

mercoledì 21 marzo 2012

ad un soffio dall'incidente diplomatico.



"ciao a tutti i genitori dei 'maschi della 4^B'

spero di non aver dimenticato nessuno, prima di tutto mi scuso se, come credo che sia, abbiamo creato confusione circa un eventuale invito per la festa di Hulko questa domenica.
So che Anna festeggia il compleanno al Luna park e lo aveva già pianificato quindi questa domenica è tutta sua!
Hulko ieri sera mi ha confessato di aver capito che avrebbe festeggiato anche lui domenica così ha invitato tutti i suoi amici ma gli ho spiegato che non è giusto nei confronti di Anna e quindi tutto mortificato mi ha assicurato che li avrebbe avvisati ("spero che non si arrabbino, mamma")
Mi spiace era solo preoccupato di non riuscire a festeggiare i suoi 10anni...detto questo volevo domandarvi se organizzassi una sera a casa nostra, magari un WII PARTY potrei tenerli per cena e anche a dormire? un venerdì o un sabato magari di settimana prossima.
Mi/ci farebbe davvero piacere, fatemi sapere in base anche ai loro impegni scolastici e sportivi
grazie mille, buon pomeriggio"


Mammyx, un po' mamma, un po' ambasciatrice di pace e molto party planner.

martedì 20 marzo 2012

Wikipedia - Aggiungi contenuti: Famiglia allargata e Nucleo familiare ricostituito

Hulko = 1
Scozzas = 2+3figli
Hulko's dad alla 3^ prova = 2+2figli
Nonnisuappuntamento = 2
Ziosesollecitatorisponde = 2
Amicoimmaginario = 1+2figli
Amicivariedeventuali = 2

rifletto sugli accadimenti della vita e scrivo di rimando ai miei fratelli: "...tremate, tremate il 20maggio si avvicina inesorabile...ieri sera NonnoSavio in merito ha detto, cito testualmente -Io non sono abituato alle famiglie allargate.- No comment please."

Hulko mi ha messo all'angolo. Per rispettare il suo Credo, che oggi si traduce in 'Lo fanno tutti i miei compagni quindi credo anch'io sia giusto fare la Comunione', mi ritrovo a dover organizzare e sostenere una bizzarra domenica di quasi estate, con il mio ex al guinzaglio dell'ultima moglie e un figlio per gamba, gli ex suoceri globe trotter rimpatriati per l'occasione, l'ex cognato anch'egli ad un nuovo tentativo di coppia,e poi per fortuna tutta una serie di facce amiche a farmi da ammortizzatore. Ho anche lanciato un S.O.S. in rete 'Cerco fidanzato mercenario per riequilibrare nucleo familiare scomposto nel pranzo-ricorrenza. Prego accreditarsi. Saldo prima di ubriacarmi.' ma a nulla è valso, purtroppo. Toccherà fingere il mal di pancia e chiedere l'esonero.

sabato 17 marzo 2012

Il senso di Hulko per lo humour.

Quando sbrigo le faccende di casa difficilmente riesco a prescindere dall'essere di cattivo umore e questa mattina non sono stata da meno.
Di ritorno dalla cameretta raggiungo Hulko segregato al tavolo della cucina intento ad assemblare un orologio su cartoncino come richiesto dalla maestra.
Io: Hulko te l'ho già detto se vuoi andare a letto con le calze le cambi prima di coricarti non tieni indosso quelle con cui hai appena finito di pulire i pavimenti di casa.
E ancora,
Io: Quel letto sembra più una branda da campeggio.
Silenzio, non mi dà corda. Io sto passando la scopa. Lui ostinato non replica. Attendo ancora un attimo e lo riprendo,
Io: Sì, mamma.
Io: Ho sentito, mamma.
Io: Va bene, mamma...
Io: Potresti anche rispondermi!
Lui: Sto cercando una forbice, mamma.

mercoledì 29 febbraio 2012

lunedì 20 febbraio 2012

domenica 19 febbraio 2012

prove di running.



Non saprei ricordare dove il tutto abbia avuto inizio, risale certo a mesi fa e i provvedimenti erano già nell'aria ma quando ieri ha giocato la prima partita di ritorno la situazione è precipitata. Mi ero ripromessa di non lasciarmi coinvolgere troppo così sono stata seduta compita e silenziosa davanti le sue gesta in campo. All'uscita però due parole gliele ho dette seppur col cuore sanguinante ma certa che anche questo faccia di me un genitore attento, capace non saprei ma attento sì.
- Hulko se vuoi continuare a giocare a basket devi essere il migliore in qualcosa. O salti o corri o fai i canestri, altrimenti la squadra farà a meno di te.
- Ma..ma mamma.
Il tono lamentoso, distrutto dal tradimento materno.
- I bambini della tua età sono dei grilli, tu sembri piuttosto un ippopotamo.
- ...aranta.
- Cos'hai detto?
- Gli ippopotami fanno anche 40 km/h.

Stamattina dopo un interminabile giro di messaggi e telefonate per accordarsi su quale fosse l'abbigliamento adatto per fare running in questa stagione che fosse anche conforme agli ultimi dettami della moda, escludendo il k-way fucsia che non si intonava con l'umore di nessuno, ci siamo incontrati con LaZia.
La formazione è andata presto delineandosi e così è rimasta per 3/4 del tempo. Io in testa, LaZia seconda e in chiusura Hulko. Non si pensi però che l'ordine equivalesse al grado atletico quanto piuttosto al grado di concentrazione. La sottoscritta fissa alla meta, LaZia concentrata nell'atto di concentrarsi affinché non perdesse la concentrazione, frutto di tanti anni di esercizio, ultimo Hulko che un po' per l'età, un po' per la naturale inclinazione alla scoperta e un po' per pigrizia aveva sempre qualcosa che lo distraeva e distoglieva dal percorso principale, non ultima una nutria morta rimasta intrappolata nel ghiaccio.
Intravedo un certo margine di miglioramento tanto nel programma quanto nei risultati.

martedì 14 febbraio 2012

14 febbraio, sul finire.


(letta e rubata su friendfeed)

mercoledì 1 febbraio 2012

Epitaffio

Qui giace come virgola antiquata
l'autrice di qualche poesia.
La terra l'ha degnata
dell'eterno riposo, sebbene la defunta
dai gruppi letterari stesse ben distante.

E anche sulla tomba di meglio non c'è niente di queste poche rime, d'un gufo e la bardana.

Estrai dalla borsa il tuo personal, passante, e sulla sorte di Szymborka medita un istante.

Wistawa Szymborka

Opera buffa (Wisława Szymborska, Appello allo Yeti - 1957)

Passerà il nostro amore,
e poi cento e altri cent’anni,
poi saremo ricongiunti:

commedianti lui e lei,
e del pubblico gli amati,
finiremo sulla scena.

Una farsa con ariette,
qualche ballo, molte risa,
un buon quadro di costume,
molti applausi.

Sarai buffo certamente
sulla scena, un geloso
incravattato.

La mia testa in subbuglio,
il mio cuore e l’orgoglio,
sciocco cuore che è spezzato
e l’orgoglio calpestato.

E così c’incontreremo,
lasceremo, risa in sala,
sette passi, sette leghe
tra di noi c’inventeremo.

E quasi non bastassero
i dolori della vita
- ci uccideremo con le parole.

Poi faremo un bell’inchino
che alla farsa porrà fine.
Tutti a letto se ne andranno
divertiti da morire.

Loro – liete vite avranno,
e l’amore domeranno,
una tigre stesa ai piedi.

Noi – per sempre un po’ così,
con berretti di sonagli,
barbari dai loro trilli
incantati.

(“Opera buffa” / Appello allo Yeti (1957) – Wisława Szymborska)

Un amore felice (Wislawa Szymborska, Vista con granello di sabbia)

Un amore felice. E' normale?
e' serio? e' utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l'uno verso l'altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare cosi' - in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo -
perche' proprio su questi, e non su altri?
Cio' offende la giustizia? Si.
Cio' offende i principi accumulati con cura?
Butta giu' la morale dal piedistallo? Si', infrange e butta giu'.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po',
si fingessero depressi, confortando cosi' gli amici!
Sentite come ridono - e' un insulto.
In che lingua parlano - comprensibile all'apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s'inventano - sembra un complotto contro l'umanita'!

E' difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare piu' nel cerchio?

Un amore felice. Ma e' necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d'uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l'amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l'amore felice.

Con tale fede gli sara' piu' lieve vivere e morire.

Amore a prima vista (Wislawa Szymborska, La fine e l'inizio, Scheiwiller)

Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
in qualche porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio tempo
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando una risata
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.

Forse tre anni fa
o lo scorso martedì
una fogliolina volò via
da una spalla a un'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

Nulla due volte (Wislawa Szymborska, 1957)

Nulla due volte accade
nè accadrà. Per tal ragione
nasciamo senza esperienza,
moriamo senza assuefazione.

Anche gli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c'è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
nè due baci somiglianti,
nè due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos'è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perchè tu ora malvagia,
dai paura e incertezza?
Ci sei - perciò devi passare.
Passerai - e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un'armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d'acqua.


lunedì 23 gennaio 2012

gennaio 2012

Aspettando i Maya.

(buio)

giovedì 29 dicembre 2011

Sospesi fra la cinquerna e la tombola

Le dinamiche sono state più o meno le stesse. Esattamente come lo scorso anno ci siamo fatti trovare impreparati dal questore o chi per lui per la 'lettera di affido per minore non accompagnato', le procedure ormai conosciute infatti nel frattempo sono state modificate.
Nessun problema doppio giro al commissariato con annessa discussione finale,
- No signora, non gliela attacco la foto.
- Ma lo scorso anno al check in l'hanno richiesta.
- Noi le facciamo tutte così, vede non c'è neanche il riquadro per incollarla.
- D'accordo ma sa lo scorso anno ...
- Senta signora se ha problemi mi faccia chiamare.
(Certo, dalla hostess o dal capitano? E dove, a casa mentre mangi il cappone? no comment)
Poi è la volta del cambio di programma causato dallo sciopero della compagnia aerea che però ti fa la gentilezza di anticipartelo così che tu possa organizzarti o che qualcuno lo faccia per te e permetterti di trascorrere un felice natale in aeroporto per lo più da sola.
Ma in realtà il vero cruccio di quest'anno, annidatosi pigramente il 25 e maturato nei giorni a venire è Perché quando consegni la camicia in tintoria ti rilasciano una ricevuta mentre quando affidi il figlio ad un'estranea in aeroporto, no?

venerdì 23 dicembre 2011

Classici...strafalcioni.

- Mamma tu lo sai perchè Eolo dei 7 nani si chiama così?
- No.
- Talmente starnuta forte che fa vento.
- Già.

domenica 18 dicembre 2011

Effetto Natale.



Sto guidando. Hulko mi siede accanto, sguardo fisso.
- Ehi, hai la magonite?
- Mamma ma ti accorgi sempre?!

So che non manca molto a che smetta di credere a Babbo Natale
ma in realtà credo anche non manchi molto a che smetta di credere
al mero concetto di 'babbo'.

giovedì 15 dicembre 2011

MasterChef e dintorni.

Entro in casa, accendo il riscaldamento, appoggio le borse, tolgo le scarpe, lavo le mani, affetto la cipolla e la metto a soffriggere. Hulko entra in casa, accende l'albero di Natale, trascina lo zaino, lancia le scarpe, lava le mani e si mette ad intrecciare scoobydoo. Aggiungo il riso e lo faccio dorare poi mi guardo attorno, gli altri fuochi sono liberi. Ho dimenticato di mettere a bollire l'acqua per il brodo. Allontano la padella dal fuoco perchè non bruci mentre cerco di porre rimedio alla mancanza. Mi abbasso per recuperare il tegame e sento un tonfo. La padella è capovolta a terra e un tappetino di riso unto ricopre il pavimento. Disturbo Hulko affinchè mi recuperi della carta casa mentre io ripeto le operazioni di apertura: cipolla-olio-riso-vino bianco (in realtà Zibibbo perchè è già aperto ma viene bene lo stesso, nda). Rinvengo un pentolino troppo piccolo per il brodo allora lo scambio con quello in lavastoviglie (in realtà usato la sera prima per le uova sode ma viene bene lo stesso perchè il guscio è insapore, nda). Raccolgo il riso da terra ma resta una gradevolissima patina d'olio che intratterrà me e il fido mociovileda dopo cena. A metà cottura prendo il parmigiano e mi accorgo che la grattugia elettrica è in sciopero perchè scarica. Sono spossata dall'unica ora di cucina in più di 72 ore ma il bello deve ancora venire.
- Le otto, mamma!? ma non è ancora pronto?
- Davvero Hulko io già non sono sicura di trovare la mia dimensione ai fornelli, inoltre ricordo nitidamente i tuoi racconti di ritorno dai soggiorni spagnoli "...e poi mangiamo tardissimo mamma, mai prima delle nove!" e infine stasera ho declinato un piacevolissimo invito a cena per venire a cucinare questo biiiiip di riso quindi aspetti.
Ecco avrei voluto rispondere così, invece ho preso un lungo respiro e ho detto
- Ancora un minuto di pazienza, passerotto.

domenica 27 novembre 2011

storia (di) Vera.

Quando hai un piccolo principe come accompagnatore ti tocca guidare e pagare la cena ma puoi star certa che non mancherà di darti il bacio della buona notte, sorridendo.

giovedì 17 novembre 2011

Lacrime.

Ieri vagavo per l'ufficio pervasa dallo stordimento tipico dell'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale. Realizzando alle 1830 che del pandoro non si sarebbe vista neanche l'ombra ho abbandonato la speranza e pure la scrivania. Così per riprendere assoluta coscienza della realtà e quindi dei 38 giorni che ancora ci separano dal Natale, sono passata dal supermercato per comprare i biscotti per la colazione e poco convinta pure qualcosa per la cena. A metà del secondo corridoio ho incontrato una collega che spingeva un passeggino con dentro una bimba riccia e strillante con grosse lacrime che le bagnavano il viso. Superata la forte tentazione di lasciarmi andare allo stesso pianto che dava l'idea di essere liberatorio le ho sorriso e parlato. Forse la sorpresa, forse il tono di voce, forse il solo fatta di essere stata ascoltata l'ha riappacificata con il mondo, e per un attimo anche a me è parso di sentire lo scampanellio della slitta e il calpestio degli zoccoli.

martedì 8 novembre 2011

Anonimo.

La tragedia della vita non è che finisce troppo presto, è che aspettiamo troppo per iniziarla.

(Anonimo)

Deadlines

lunedì 7 novembre 2011

Honoré de Balzac, César Birotteau

Dimenticare é il grande segreto delle menti forti e creative.

Ballerina in rosa


sabato 22 ottobre 2011

happy birthday mammyx!

10 cose che forse dopo i 40 è anche meglio

- adottare un bambino a distanza
- scrivere un libro
- ubriacarmi
- prendere un anno sabbatico
- cantare in pubblico, forse anche solo cantare
- cucinare il pranzo di Natale
- farmi un tatuaggio
- comprare una macchina cabrio
- sciogliermi in un abbraccio
- imparare a dire no

venerdì 21 ottobre 2011

Poichè :) ho scritto 17 cose da fare...




















Come promesso aggiungo la 18esima. HOT!

Riuscire ad organizzare un colpo di stato ovviamente con successo (ok ok senza violenza),e una volta catturato il nanetto, legarlo ad una sedia obbligandolo ad assistere ad uno streap tease (con struscio) di una strafiga a scelta, vestita da Lolita (meglio se appena 18enne) per una settimana di seguito.

Vostra PassionariaMariposa

Calendario dell'Avvento. 40 anni.

"The best years of a woman's life - the ten years between 39 and 40."

(Unknown)

giovedì 20 ottobre 2011

Marcel Proust

Se sognare un poco è pericoloso, la sua cura non è sognare meno ma sognare di più, sognare tutto il tempo.

Marcel Proust

mercoledì 19 ottobre 2011

Jean Juares

Del passato dovremmo riprendere i fuochi, e non le sue ceneri.

Jean Juares

martedì 18 ottobre 2011

invidia



Compiaciuta di aver dato il via su larga scala ad una riflessione profonda sul senso della vita ma imbarazzata seppur divertita dalla proposta di @semplicementeio mi vedo costretta a rimandare ancora il momento in cui confesserò ai miei che scrivo su questo blog.

PS per i miei co-bloggers: promesso passati gli anta torno in me.



Si lo ammetto, per la prima volta in vita mia sono invidioso!
Voglio anche io una lista di cose da fare entro i 40 anni ...
Scusa MammYX ma lo voglio ... come i bimbi ....
lo voglio lo voglio lo voglio lo voglio ....
allora ....

the winner is .....
voglio diventare l'idolo incontrastato, e l'esempio migliore che ci sia per i miei figli

2 - giocare a San Siro (sono un maschio) e segnare il goal più bello della storia dei derby .... chiaramente al 90esimo, in fuorigioco e con una mano ... Milan- Inter 1 a 0 .... (così avete anche capito chi tifo ....)
3 - scrivere un libro ed una canzone
4 - forse è meglio se prima imparo a scrivere
5 - fare l'amore con MammYX e Mariposa, anche la mia è una proposta
6 - conoscere Renato Zero e Vasco Rossi
7 - lanciarmi con il paracadute, elastico già fatto ed è una cosa stupenda
8- fare l'amore in aereo ... con MammYX e Mariposa sarebbe l'ideale ... non ho tantissimo tempo prima dei 40 così ne realizzo due al prezzo di uno .....
9 - trovare un amico a cui raccontare tutti i miei problemi, pensieri, timori, senza vergognarmene ...
10 - dire tutto a mia madre
11 - dire tutto a mio padre
12 - vivere in perenne stato di emozione ....

Chissà ....

Daniel Pennac

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere.

Daniel Pennac

lunedì 17 ottobre 2011

17 cose da far prima dei 40


1) Rapporto lesbo come Mammyx...e sono alla short list. Cara Mammyx questa è una proposta ufficiale
2) Sposare Simon Le bon...mi dispiace ma di questa mi devi pagare i diritti. Sposare Simon Le Bon è stata la prima cosa che mi è venuta in mente che devo fare entro i 40 anni! E sinceramente credo di essere qualche passo avanti a te :)
3) Aprire un B&B in Brasile
4) Smettere di dire che voglio aprirel un B&B in Brasile
5) Smettere di fare il cambio di stagione (collegato a quello di sopra)
6) Aprire un B&B a Siracusa ma per questo devo prima vincere al superenalotto o..
7) Trovare anziano con barca (collegato a quello di sopra)
8) Investire un paio di anni dell amia vita a fare del bene a me stessa: fare il giro del mondo.
9) Lanciare dalla finestra un coreano
10) Partecipare a Donna Avventura
11) Trasferirmi per la seconda e ultima volta a Barcellona
12) Impiccare pubbblicamente chi dice "assets, customizzato, staff meeting, new comers e monitoring"
13) Prendere a calci chi usa acronomi per mettere in difficoltà l'interlocutore
14) Acquistare miracolosamente, improvvisamente e meravigliosamente 3 taglie di reggiseno
15) Poter dire "mai più peli in vita mia"
16) Sfilare su un Red Carpet con una quarta di reggiseno
17) Vestirmi da sposa...per carnevale!

Sono solo 17...cosa che per i superstiziosi andrebbe assolutamente evitata. Ma io non lo sono. Forse è il caso di diventarlo?

Proverbio Americano

Un bacio è ancora un bacio,
un sospiro solo un sospiro;
le cose essenziali valgono sempre,
per quanto passi il tempo.


Proverbio Americano